20 Luglio 2007

Censura, Pietro Ricca ed Emilio Fede (Parte 1/2)

Scritto da: Aleks. Archiviato in Media, Politica

Chi è Pietro Ricca? Sul suo blog si può trovare una autopresentazione:

Piero Ricca “Sono un cittadino incensurato (e incensurabile). Non ho mai compiuto un gesto di violenza. Ho sempre rispettato le leggi. Da anni sono impegnato politicamente, in modo trasparente e nonviolento, in mezzo ai movimenti della società civile, per difendere la mia idea di Democrazia Costituzionale. Ho il vezzo di interpellare i potenti richiamandoli alle proprie responsabilità, e il vanto di risponderne sempre in prima persona. Ogni mia iniziativa civile muove dall’esigenza di esprimere a pieno la mia libertà di pensiero ed è in definitiva ispirata al concetto fondante del primato della legge e al valore della testimonianza della verità”.

Il suo nome comparve sui media nazionali per un episodio che facilmente tornerà alla memoria. Era lunedì 5 maggio 2003, nell’aula del processo Sme il Presidente del Consiglio aveva appena rilasciato ‘dichiarazioni spontanee’ e ne stava uscendo, quando «in un corridoio di tribunale trasformato in palcoscenico della farsa “Vittima della Malagiustizia”, un cittadino italiano contesta la pretesa di impunità del signor Berlusconi con queste parole: “Fatti processare, buffone! Rispetta la legge! Rispetta la Costituzione! Rispetta la democrazia! Rispetta la dignità degli italiani! O farai la fine di Ceaucescu o di Don Rodrigo!”.» Quel cittadino era lui.

Per chi volesse sapere tutto di quell’episodio, troverà la storia qui, ed il video qui. In breve, Ricca fu assolto alla conseguente querela per ingiurie.

Insomma, per usare le parole di Beppe Grillo, «Ricca è un cittadino che manifesta il suo dissenso pubblicamente. […] Gente come Ricca fa paura, non perché sia un terrorista, ma per l’esatto contrario. Un cittadino informato che sputtana i potenti in pubblico è un cattivo esempio. Se la gente lo imitasse, in molti dovrebbero espatriare.» Ed in modo analogo si è espresso il giornalista Marco Travaglio.

Qualche giorno fa ho scritto di quanto sia illegale la posizione di Rete4, quell’articolo era funzionale a questo, di più lunga gestazione, e ne costituiva un antefatto importante.

Le domande e lo sputo

Pietro Ricca, lo scorso 16 aprile si trovava al Circolo della Stampa di Milano. Si stava tenendo un “incontro con il direttore” organizzato dal quotidiano “Il Giorno”. All’arrivo di Emilio Fede, che di Rete4 è il “baluardo dell’informazione” (definizione del suo padrone, Silvio B.), dirigendo il notiziario meno serio dell’intero mondo democratico.

Il nostro intrepido cittadino non ha perso l’occasione di porre al sopraggiunto alcune domande circa la situazione di illegalità in cui la sua rete continua a trasmettere. L’interrogato fa del facile sarcasmo e distribuisce riconoscimenti turpiloquiali ai presenti. Ne nasce un’animata discussione in cui viene fatto notare il servilismo e l’incompatibilità del giornalista, tinto (stavo per scrivere ‘finto’) e coperto di cerone, con il racconto della verità.

Protetto da guardaspalle, Emilio “Fido” Fede, simula reazioni fisiche e compie gesti offensivi verso cittadini che avevano osato interrogarlo, tenta di impedire le riprese della scena (eh, sì, è tutto documentato) e si avvia su una scalinata. Dall’alto, vigliaccamente, cosa adatta alla ‘opinione che di lui hanno i cittadini onesti, Fido sputa addosso a Pietro Ricca.

«Per fortuna senza conseguenze, anche perchè la dentiera ha tenuto. Il Dna di Fede contiene infatti la berluschite che provoca leccaculismo e asservimento», è il commento dell’informato Grillo

Il cittadino intrepido ed i suoi due amici hanno reagito, accennand alle ignobili caratteristiche del personaggio in questione: «Sono stato impietoso: ho accennato alle meteorine a pagamento, ai debiti da gioco ripianati dal padrone, al cerone che colava, alla tintura di capelli da anziano gagà. Alla pagliacceria anche fisica, insomma, di personaggetti portati in alto dalla miseria dei tempi. Nel parapiglia ho più volte evocato Enzo Biagi, cacciato come un “criminale” da un ducetto che ha definito il suo dipendente Fede “un baluardo della libertà di informazione”»

Il baluardo ha convocato le forze dell’ordine ed è restato in attesa, minacciando ritorsioni private, come un picciotto della mafia che dice “ti faccio sparare”. Si sa, quando hai certe amicizie…

Sono arrivate diverse pattuglie di polizia e carabinieri, identificando i tre cittadini intrepidi, ma non il giornalista tinto, nonostante le richieste in tal senso. Il Fido di Silvio B. ha poi delirato di cittadini in preda alle droghe, di terrorismo, vagabondaggio e simili amenità, per poi annunciare querela. Non dimenticando che se non dovesse ottenere soddisfazione sarà stato unicamente per la corruzione della Giustizia italiana.

Applicare il cerone alla faccia della verità

Per la rubrica “come applicare del cerone alla faccia della verità”, il “Quotidiano Nazionale” così descrive i fatti di Milano:

«Emilio Fede aggredito al Circolo della stampa. - Una lite e’ scoppiata tra un piccolo gruppo di contestatori ed Emilio Fede, ospite al Circolo della stampa di Milano per una serata nell’ambito degli incontri del quotidiano ‘il Giorno’. Il litigio per poco non è degenerato in un’aggressione al direttore del Tg4.
Tre persone sono state identificate dalla polizia dopo i concitati momenti che hanno fatto seguito al litigio. Ma non e’ stato ravvisato alcun reato. E’ accaduto intorno alle 21, quando il direttore del Tg4 e’ arrivato a Palazzo Serbelloni, sede del Circolo, ed e’ stato apostrofato da alcuni contestatori. Ne e’ nato uno scambio di battute che ora potrebbe avere un seguito legale solo se le parti decideranno di sporgere querela.
”Questi sono il prodotto dei centri sociali - ha poi detto Emilio Fede commentando l’episodio durante l’incontro pubblico - Senza di loro forse ci saremmo annoiati parlando solo di Vallettopoli e cose simili. Gli daro’ 500 euro”. ”Credo che ci siano gli estremi di una querela - ha poi precisato Fede - Certo se troviamo i magistrati che hanno assolto Paolini a questi gli danno una medaglia”.

Prima della lite il gruppetto di contestatori ha fatto volantinaggio sulle auto parcheggiate, e le fasi della contestazione sono state riprese con videocamere. Si definisce ‘Qui Milano Libera’ e il volantino sostiene che ”dal 1999 un editore ha la concessione per una tv nazionale ma non puo’ trasmettere. L’editore e’ Francesco Di Stefano. La televisione e’ Europa 7. Le sue frequenze sono occupate abusivamente da Rete 4”.

Da notare l’espressione “il volantino sostiene”, ovvero: come far sembrare sedizioso il rispetto delle leggi.

Il video della vicenda:


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Articolo pubblicato Venerdì, 20 Luglio 2007 alle ore 13:51, 1 anni, 5 mesi fa.
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  1. 1 Il Agosto 29 2007, Pregiudicato e arrogante | Le Arti del Falcone ha vergato queste parole:

    […] e arrogante Posted on Agosto 29th, 2007 di Aleks Qualche tempo fa scrissi della strana censura subita da Piero Ricca sul proprio blog, a seguito dell’azione legale […]

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