Censura, Pietro Ricca ed Emilio Fede (Parte 2/2)
La novità del 10 luglio compare tra i commenti all’ultimo post visibile sul blog di Pietro Ricca:
«un “sequestro preventivo” notificato alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.»
Da sottolineare il fatto che il sito sia stato sequestrato per decisione del pubblico ministero, senza necessità di un’ordinanza del Tribunale così come previsto dalla legislazione sulla stampa.
Quindi eccoci al fatto: un blog è stato censurato, ma con una procedura atipica. Infatti, come sottolinea Punto Informatico chi si recasse su quelle pagine non troverebbe alcuno dei consueti annunci di sequestro ma una lettera e, subito sotto, una sequela di commenti. Ed è proprio in quell’area che lo stesso Ricca ha annunciato l’avvenuto sequestro del proprio blog. In precedenza, i siti o le pagine denunciate erano state rimpiazzate con un avviso di “avvenuto intervento”. In questa occasione, invece, l’azione rischia di non essere conosciuta da chi arrivi sul blog.
Ho deciso di appoggiare la campagna in corso, anche perché avrei agito allo stesso modo per mia iniziativa, se non ne avessi trovato notizia altrove:
«pubblicheremo i due post incriminati e il video che ha suscitato le ire del dipendente Fininvest. Invitiamo tutti quanti a fare lo stesso, a postare quei due articoletti ovunque, in qualsiasi forum, chat o mailing list possibile.»
Nelle mie precedenti righe cito abbondantemente il primo degli articoli, che racconta nel dettaglio gli avvenimenti, reperibile in forma integrale sul blog “Cronache da Mileto”, il secondo, ovvero il post censurato dalle autorità, è qui sotto:
«Il guardaspalle e occasionale portavoce di Emilio Fede si chiama Leo Peschiera. Gestore di locali di lap dance e altro. Il vero protagonista della piazzata al circolo della stampa è lui. Si distingue per una sublime e involontaria comicità. E poi ha il fisico giusto, con tanto di rasatura laterale.
Siamo tutti in attesa della querela annunciata dal direttore del tg4. Per lui non siamo altro che “mascalzoni”, come ha detto in tv. In piazza tuttavia ha promesso di difendere il suo onore in privato, “senza carabinieri né polizia”.
Ecco un nostro video dell’incontro, dove si nota, oltre alla velata minaccia, anche la risposta alla nostra domanda iniziale (sulle frequenze abusive di Rete 4) e il successivo sputo dalle scale. Defilate e immancabili le giovani accompagnatrici.» (il video è quello inserito nella prima parte di questo articolo)
Per finire, alcuni indirizzi:
- La redazione del TG4, per inviare qualche parola direttamente al giornalista che sputa: redazionetg4@mediaset.it
- Ministro delle Comunicazioni, per chiedere il rispetto della legge sul caso Rete4/Europa7: gentiloni_p@camera.it (e il suo blog)
- Indico qui alcune fonti che non ho citato nella stesura dell’articolo:
http://tgweb.ilcannocchiale.it
http://laltrafacciadellamedaglia.blogspot.com/2007/07/piero-ricca-vs-emilio-fede-blog.html
http://www.onemoreblog.it/archives/016933.html
- Pietro Ricca ora scrive sul sito dell’associazione “Qui Milano Libera”, inoltre aggiorna regolarmente la situazione attraverso i Commenti sul suo blog.
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