Deprav-Azione Cattolica
Per un fondamentalista cattolico la diversità è malattia. Come nel medioevo europeo il dissenso era una manifestazione demoniaca da esorcizzare, prima di ridurre in cenere il dissidente di turno opportunamente preparato da apposite torture, così oggi i cosiddetti ultracattolici si sono ripuliti da quella fuliggine, pur mantenendo intatta la loro avversione alla libertà ed alla dignità umana.
Un giornalista del quotidiano “Liberazione” ha portato alla luce l’inquietante rete di associazioni, ambienti ecclesiastici e sanitari che in nome di un bieco e malinteso cattolicesimo hanno organizzato per svilire il significato stesso di diritti umani.
L’autore dell’inchiesta, Davide Vari, si è finto omosessuale per indagare nel circuito italiano legato alle pratiche del famigerato Joseph Nicolosi, uno psicologo nordamericano specializzato nella cura di tale “patologia”.
Vari ha iniziato il suo percorso incontrando un sacerdote che lo ha indirizzato verso tale organizzazione. Il cronista ha incontrato Tonino Cantelmi, docente di psicologia alla Pontificia Università Gregoriana e presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici. Dopo un test di seicento domande ha potuto iniziare la vera e propria “terapia”, sei mesi di sedute di guarigione.
Il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, ha chiesto l’intervento dell’Ordine nazionale degli Psicologi e del ministro alla Salute.
Non è necessario essere degli esperti per vedere i pregiudizi esistenti persino in ambito (pseudo)scientifico, in presenza di un condizionamento a base di superstizioni.
Gli studi degli psicologi cattolici reazionari sono spesso riferiti a “casi” di adolescenti minorenni costretti dai propri genitori a curarsi da una falsa patologia. Stiamo parlando, quindi, di pratiche di grave condizionamento psicologico su persone indifese.
Tutto ciò conferma gli allarmi più volte lanciati dalle associazioni omosessuali sulla presenza di squadre di psicologi cattolici che negli ambiti ecclesiastici propagandano la cosiddetta “cura dell’omosessualità”, senza alcun controllo da parte delle autorità.
Riassumendo: persone costrette a considerarsi malati, pratiche contrarie alla dignità umana, perversione della professione medica a servizio di superstizioni e pregiudizi, ambienti cattolici conniventi. Ho dimenticato qualcosa? Chissà perché, poi, i fondamentalisti cattolici sono sempre così ossessionati dalla sfera sessuale da ignorare persino gl’insegnamenti di Cristo. Per comprendere davvero i Vangeli è necessario essere atei?
Le alte autorità della Chiesa lamentano attacchi alla morale cristiana. Anche Hitler lamentava attacchi alla purezza di sangue: non vuol dire nulla. La balordaggine di Paola Binetti (ignobilmente senatrice, coll’esse piccola) risalta come la stella sulla punta dell’albero di Natale quando ardisce contestare la verità scientifica sostenendo che sia dovuta alla “lobby degli omosessuali”. Garantisce un’importante esponente dell’Opus Dei… peccato che non sia una battuta di spirito.
Non poteva mancare la sagacità di un passacarte mastelliano. Per Mauro Fabris si tratta di una “mistificazione per accusare la Chiesa di omofobia”. Non è necessario eseguire mistificazioni per accusare la luna di essere tonda.
La Chiesa è omofobica.
Bisogna essere degl’idioti completi per non vederlo. Evidentemente il cattolico non è un’aquila. Ed il paparazzingher l’aquila nazista l’ha messa via con la vecchia divisa. Oppure lo sanno benissimo, ma sono in malafede (si nota il giochino di parole?).
Mentono. Fanno del vittimismo per meglio negare agli esseri umani i propri legittimi diritti naturali. Meccanismo tipico di ogni setta pseudo-religiosa gerarchicamente organizzata. Lo scopo è non perdere il potere acquisito. Certo il Monarca Teocratico Assoluto del Vaticano gestisce una setta di un certo prestigio, ma ciò non ne cambia l’essenza.
Cambiamo argomento. Mi chiedo come si possa essere dei medici ed ignorare la verità scientifica. Per l’OMS l’omosessualità è una variante naturale della sessualità. Gli Ordini internazionali degli Psicologi e degli Psichiatri hanno chiesto per decenni l’abolizione dell’omosessualità come malattia mentale, prima di essere ascoltati. Ora scopriamo che ci sono ancora sacche d’ignoranza all’interno della stessa comunità scientifica. Come se ci fosse ancora qualcuno disposto a credere alla creazione biblica come verità incontestabile… Assurdo.
O no?
fonti:
Tags: discriminazione, fondamentalismo cattolico, omosessualità















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«Il presidente dell’Arcigay ascolti i miei pazienti»
Articolo pubblicato su Avvenire del 10 gennaio 2008-01-10 di Tonino Cantelmi
Difficile non condividere quanto recentemente affermato dal presidente nazionale dell’Ordine degli psicologi Giuseppe Luigi Palma, che invoca il rispetto per i codici valoriali dei pazienti che consultano uno psicoterapeuta e pone un altolà a discriminazioni di ogni genere. Difficile però leggere questo a senso unico e titolare, come fa Liberazione, «l’Ordine degli psicologi condanna Cantelmi» (e invece fa solo un comunicato che ribadisce alcuni principi a mio parere indiscutibili). Al di là dell’attacco strumentale e dal tono chiaramente intimidatorio, non avrei difficoltà neanche a sottoscrivere quello che afferma Mancuso, presidente dell’Arcigay, che in un altro precedente editoriale terminava anche con un passaggio omeletico in cui ricordava a me la misericordia di Dio. Il fatto: una presunta inchiesta di Liberazione riportava la vicenda di un giornalista che mi chiede, sotto mentite spoglie, aiuto e che poi strilla che quel medico cattolico e clericale lo voleva ‘curare’. Inchiesta smentita nel dettaglio, grossolana, incompleta, strumentale. Da ciò nasce il caso, montato ad arte: esistono in Italia reti clandestine (davvero?) cattoliche di terapeuti che fanno terapie forzate ai gay. È inutile smentire ancora, si rischia di essere ripetitivi. Intanto riparte il tam tam mediatico con blog, siti, agenzie, ecc… Rinuncio a ristabilire la verità, ma raccolgo l’invito di Mancuso ad una discussione (pacata e serena mi auguro). E allora: quali sono i temi in gioco? Anche se ritengo che discussioni più tecniche vadano rimandate nelle sedi appropriate (quelle del dibattito scientifico), provo a semplificare, sperando che nessuno voglia strumentalizzare quello che dico.
Primo: nessuna terapia ‘riparativa’. Da tempo sostengo che il termine ‘riparativa’ sia ideologico, come quello ‘affermativa’. Esiste la terapia, secondo modelli convalidati scientificamente, ed esiste la domanda di psicoterapia. Esiste il lavoro di decodifica del terapeuta ed esiste il consenso del paziente. Si può discutere di questo?
Secondo: nessuna diagnosi di omosessualità. Questo non vuol dire non prendere in esame quella che l’ICD-X (cioè il sistema di classificazione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) chiama ’sessualità egodistonica’ e la comprende nella categoria ‘Psychological and behavioural disorders associated with sexual development and orientation’. Attenzione! L’ICD-X (il più ufficiale e recente sistema di classificazione) chiarisce che ciò vale per tutti: eterosessuali ed omosessuali e specifica che «l’orientamento sessuale da solo non riguarda questo disturbo». Sottoscrivo e credo che questo possa mettere a tacere ogni speculazione. Nessuna omofobia. Vogliamo mettere in discussione l’ICD-X? Si può fare, attiene alla ricerca scientifica, ma al momento questa è la posizione ufficiale dell’OMS.
Terzo: rispetto dei codici valoriali del paziente. Ottimo, ma anche questo vale per tutti. Che debbo rispondere alla lettera di denuncia che proprio oggi mi giunge da un uomo della Basilicata che si dice ‘violentato’ perché il suo terapeuta lo pressa per la separazione coniugale che invece contrasta con i suoi valori più profondi? Ne vogliamo parlare? Davvero nessuno ha mai preso in esame le lamentele di pazienti che aderiscono con convinzione a movimenti ecclesiali e che sono profondamente turbati da terapeuti che non rispettano il loro codice valoriale?
Quarto: la presunta neutralità del terapeuta. Innumerevoli studi metodologici ed epistemologici dimostrano che il terapeuta non è neutrale. Sostenerne la neutralità è semplicemente antiscientifico. E allora: non è forse più etico (ma direi semplicemente onesto) dichiarare le premesse antropologiche ed i presupposti epistemologici che sono dietro ogni modello terapeutico? Questo mi sembra un punto su cui debba essere promossa in Italia una ricerca autentica.
E infine: è vero, ho invitato Mancuso a passare con me una settimana, nel mio studio, per verificare se sia stato giusto prestarsi ad una operazione mediatica di linciaggio così, a mio parere, ingiusta. Rinnovo l’invito e alzo il tiro: potrà accedere, con il permesso dei pazienti, all’agenda degli appuntamenti, allo scambio di mail, alle innumerevoli telefonate, agli sguardi ed alle sofferenze dei pazienti stessi, insomma a tutto il lavoro svolto.
Ringrazio Sara per il contributo.
Annoto solamente che l’autodifesa del dottor Cantelmi naufraga poco dopo il varo, quando nega che esista una teoria “riparativa”, ma che “Esiste la terapia, secondo modelli convalidati scientificamente”.
Tale frase conferma tutti i motivi di scandalo dell’inchiesta. L’esistenza di una terapia sottintende una malattia da curare. L’omofobia del dottore che scrive sull’Avvenire gli fa dimenticare che non di malattia si sta parlando, ma di omosessualità.
I “modelli convalidati scientificamente” non esistono e nessun medico serio potrebbe convalidarli.