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Fenomenologia antropologica del Babbeo Elettorale - 3

Scritto da Aleks il 6 Marzo 2008.

Dopo gli eventi descritti in precedenza, il Babbeo Elettorale si è scatenato, manifestando tutta la propria dabbenaggine. Alcuni estratti dal suo messaggio a me indirizzato possono spiegare meglio di lunghi discorsi la ristrettezza mentale di un tipico esemplare.

“dopo 14 anni di uso politico della giustizia [...]
“e in conseguenza di quanto successo a Mastella e consorte, si potesse iniziare anche da parte del Pd una pacata analisi delle distorsioni nei rapporti tra politica e certa magistratura”

Ovvero, processare ladri e corrotti sarebbe ‘uso politico’ della giustizia. Così indagare su ipotesi di reato sarebbe cosa ignominiosa da parte di un magistrato nel caso in cui l’accusato fosse un politico, benché disonesto.

Chi fa politica ha gli stessi doveri verso le leggi di ogni altro cittadino: è la base della democrazia. Ed in questo il Babbeo si mostra un perfetto sostenitore del partito dei pregiudicati quando confonde politica e corruzione in un unicum indistinto nel quale il commettere reati diventa attività politica, le funzioni di governo fatti personali.

Forse che questo curioso essere semplicemente si esprime con frasi di cui non conosce il significato? Oppure è un sostenitore di fuorilegge, magari essendo tale egli stesso?
Mi auguro per lui che sia solo un Babbeo.

La parte più squallida della frase è l’ultima, che implica una avvenuta ‘pacata analisi’ della distorsione tra politica e magistratura nella parte politica che lui sostiene.
Pacata analisi? La censura e la lotta senza quartiere conto chi tente di fare giustizia? La desolante irrealtà di questa affermazione è palese. Chiunque abbia almeno la capacità d’analisi di un bambino di cinque anni si accorgerebbe che la distorsione tra politica e giustizia risiede nella presenza in politica dei fuorilegge conclamati. Semplice ed indubitabile. Una politica priva di condannati non avrebbe alcun motivo di scontrarsi con le esigenze dei magistrati.

La scelta del Partito Democratico è l’unica risposta seria: sbattere fuori i pregiudicati. Scelta che il pregiudicato Berlusconi e la sua banda di mafiosi e corrotti non è in grado di operare, per definizione.

“Veltroni ha scelto di imbarcare il Partito dei Giudici che fanno politica con gli avvisi di garanzia”

Il Babbeo Elettorale continua ad usare frasi che non hanno alcun significato, solo perché le ha ascoltate durante le ore d’inebetimento televisivo giornaliero. Frasi che ripetute infinitamente in loop incondizionati di idiozia mediatica, interrompono ogni nascente processo intellettivo.

Cos’è il ‘partito dei giudici’? Cosa indica tale espressione? Nulla, tranne la paura da parte dei colpevoli. La stessa paura di pagare i propri reati presente nella frase successiva. Ancora la pretesa di confondere politica e giustizia.

Che sia chiaro, se il politico commette reati, è un fuorilegge, indipendentemente dai voti che attira: nessuno è al di sopra della legge, anche se possiede reti televisive.
 
Da parte dei criminali berlusconiani si vuole far passare l’idea che reprimere i reati sia un atto politico. Il Babbeo Elettorale, privo di capacità di giudizio, ci crede.

(3- continua)



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