Vecchio, fascista e misogino. Gli affideresti il futuro dei tuoi figli?
Dopo aver accolto alla sua corte la feccia della criminalità organizzata parlamentare e gli ultimi esemplari di nostalgici fascisti (caratteristiche spesso riunite in una stessa persona), ora l’indecente Silvio Berlusconi, dall’alto del suo monte di soldi illeciti, prende in giro in un solo colpo chi non è ricco, i lavoratori precari, i giovani e le donne.
Il cavaliere pregiudicato che vuol governare i giudici si difende in modo patetico e puerile: una battuta. Non arriva a capire che chi non ha sicurezze lavorative, chi vive sempre sull’orlo della disoccupazione, vorrebbe sentire ben altro che ridicole battute sulla propria condizione. Non sono gli avversari ‘privi di humour’, più probabilmente è Silvio Berlusconi, l’ex datore di lavoro di boss mafiosi, ad essere a corto di argomenti sensati. Del resto, superati i settant’anni, sarebbe ora che la smettesse di fingersi interessato al futuro.
La cosa incredibile è l’esistenza di mentecatti che ancora credono alle sue menzogne. I Babbei Elettorali esistono, e fanno pena, causando danni a tutti.
Da “La Repubblica” del 13 marzo 2008
Battuta del Cavaliere a una studentessa durante un programma tv
Reazioni indignate. Veltroni: “Quanta distanza dalle ansie dei giovani”
Berlusconi: “Contro la precarietà?Sposare mio figlio o un milionario”
Bertinotti: “Allarmante”. Pollastrini: “Frase che rivela la persona”
Bonaiuti: “Centrosinistra non sa ridere perché disperato per la prossima sconfitta”
ROMA - Silvio Berlusconi propone la ricetta contro la precarietà, e suggerisce a una ragazza come risolvere i problemi derivanti dall’assenza di un lavoro stabile: sposare un milionario, magari suo figlio Piersilvio. “Credo che con il suo sorriso se lo possa certamente permettere” dice il Cavaliere a una studentessa che ieri, nel corso della rubrica del Tg2 Punto di vista gli chiedeva come fosse possibile, per una giovane coppia, farsi una famiglia senza un lavoro stabile. Non perde occasione per fare lo spiritoso, Berlusconi, nemmeno di fronte a una delle urgenze più drammatiche del paese. Che il siparietto suscitasse polemiche era inevitabile. Un’indignazione diffusa, alla quale Paolo Bonaiuti replicherà accusando il centrosinistra, che “si attacca a una battuta chiaramente scherzosa e, come tale, accolta da tutti i presenti”.
Le parole di Berlusconi, obietta Walter Veltroni, “dimostrano una distanza, una separazione dall’ansia di migliaia e migliaia di ragazzi a cui quella ragazza ha dato voce”. E il suo vice, Dario Franceschini, si vergogna “come italiano” per quella “offesa insopportabile” a migliaia di giovani “che vivono la precarietà del loro rapporto di lavoro come un’ipoteca sul futuro”, e pensa che “in qualsiasi paese un leader politico sarebbe costretto a scusarsi per quella battuta offensiva”.
Un’uscita “allarmante”, commenta Fausto Bertinotti, “indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione fuori dalla loro vita ordinaria”. Viste le proposte della destra, aggiunge il candidato premier di Sinistra Arcobaleno, non resta che augurare ai precari “che vincano la lotteria”, sebbene la ricetta della sinistra sia quella di “cancellare l’idea della lotteria” a favore di miglioramenti concreti.
Dopo averci fatto “arrossire in Europa per battute e gag - ricorda il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini - stavolta tocca a una giovane donna angosciata perché non ha lavoro. Il linguaggio - osserva il ministro - è sempre rivelatore dello spirito di una persona. Che dire? Non votiamolo, non votiamo né lui né i Gasparri né chi ha nelle liste chi inneggia al fascismo. D’altronde, storicamente, con i governi di centrodestra sono proprio le donne a fare passi indietro”.
“Berlusconi ha passato il segno - reagisce Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera - se è stata una battuta, s’è divertito solo lui e non i tanti giovani precari e le loro famiglie giustamente preoccupate”. Anche il leader del Partiso socialista, Enrico Boselli, si augura che il Cavaliere chieda scusa e gli dà un consiglio: “E’ molto meglio se torna a raccontare barzellette”.
Si indignano le truppe del Cavaliere, sorprese da quella che definiscono l’aridità di spirito degli esponenti del centrosinistra. Il pronto intervento di Paolo Bonaiuti non si fa attendere: “Il Pd non ha argomenti. Veltroni non trova di meglio che attaccarsi a una battuta scherzosa. Si mette a fare la morale, nella tradizione della vecchia sinistra che ci lascia una crescita zero e ha saputo solo peggiorare le condizioni dei lavoratori, giovani, vecchi, precari, a reddito fisso e autonomi”. Di Altero Matteoli (An) l’analisi più sottile: la sinistra, osserva, non riesce più a sorridere, “disperata per la più che probabile sconfitta elettorale”. La reazione alla battuta sarebbe “sintomo di uno stato d’animo inquieto per una realtà contraria alle aspettative, e che non si riesce a cambiare”.













