La qualità certificata dell’open source
Fonti: Programmazione.it, Coverity
Il 20 maggio scorso, Coverity Inc. ha annunciato la pubblicazione dei risultati di una approfondita scansione del software open source. La scansione del codice sorgente è avvenuta col supporto del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale statunitense nell’ambito del progetto federale di consolidamento dell’open source.
Il rapporto finale è basato su due anni di analisi su oltre 55 milioni di righe di codice relativi a numerosi software open source tra i più popolari. Qui è possibile leggere e scaricare il documento.
Coverity è l’azienda leader nel controllo di qualità e sicurezza del codice sorgente dei software. Nata da un progetto dell’Università di Stanford nel 2002, in questi anni si è impegnata a fondo e con successo nell’analisi dei codici sorgenti.
Sotto esame sono stati posti i più importanti software e linguaggi utilizzati a livello mondiale, incluso il kernel Linux, ed in particolare quelli relativi al web: Firefox, Samba, Apache, OpenSSL, Ruby, PHP. Coverity ha rilevato un netto e continuo miglioramento della qualità del codice open source.
“Il continuo miglioramento di progetti che già presentano codice di grande qualità e sicurezza sottolinea il proposito degli sviluppatori open source di creare software di alto livello d’integrità.” Sono le parole di David Maxwell, open source strategist di Coverity.
Il rapporto presenta alcune indicazioni che possono applicarsi ugualmente anche al software chiuso e che riguardano aspetti come la dimensione della base di codice, la desità degli errori, la lunghezza delle funzioni, la cyclomatic complexity, e così via. Ciò che emerge chiaramente è che la qualità e la sicurezza dell’open source è migliorata: si è avuta una riduzione del 16% nella densità dei difetti solo negli ultimi due anni.
Secondo l’analisi di Mark Driver (rapporto Gartner ‘Open Source in Vendor Business Strategies, 2008’), L’uso di tecnologie open source per migliorare prodotti commerciali è diventata una strategia comune. I commercianti continueranno a far leva su questo movimento utilizzando l’open source nei propri prodotti, mentre gli utenti finali utilizzeranno i progetti open source in concorrenza contro le aziende che rifiutano di riconoscere la maturità dell’open source. Entro il 2012, almeno l’80% di tutto il software commerciale conterrà elementi di tecnologia open source.














