Il Giornale: più credibili Geppo e Tiramolla
Se un quotidiano deve informare, allora questo blog (e gran parte di tutti gli altri, sono organi d’informazione di gran lunga superiori a quello che fu sottratto a Montanelli. Il Giornale, del giornale ha solo il nome, ed a leggere i nomi di certi imbrattacarte sembra d’essere tornati ai tempi d’oro della corruzione italiana. Quando lo si faceva meno sfacciatamente.Oggi a destra si continua, ma senza più alcun pudore, con l’assenso dei babbei elettorali.
Avviene così di trovare un articolo di ‘Geronimo’, pseudonimo storico di uno dei politici più pregiudicati della storia della Repubblica italiana. Un noto esponente della cupola andreottiana della DC e, come tale, stretto collaboratore di democristiani vicini alla Mafia come Salvo Lima.
Su di lui Wikipedia scrive:
È stato uno dei 24 parlamentari italiani che hanno ricevuto condanne penali in via definitiva nella XV legislatura: è stato condannato ad un anno e otto mesi di reclusione per finanziamento illecito (tangente Enimont) e ha patteggiato una pena di due mesi per corruzione per fondi neri Eni. Inoltre è stato coinvolto nella cattiva gestione dei fondi per il Terremoto dell’Irpinia del 1980 (circa 60000 miliardi di lire), i reati sono stati prescritti per decorrenza dei termini processuali.
I più informati avranno già riconosciuto il curriculum sporco di Paolo Cirino Pomicino, pluripregiudicato ed ufficialmente dichiarato, nero su bianco, ladro dei più ignobili: chi approfitta delle vittime di catastrofi viene definito con buona approssimazione ’sciacallo’.
Ecco, il 7 giugno questo sciacallo ha avuto spazio su quella parodia di quotidiano che è Il Giornale, che per sostenere le idiozie della destra berlusconiana non trova nulla di meglio che pubblicare plateali e ridicole menzogne.
Ci sarebbe da ridere se non fosse per quegli stupidi che leggono e credono, chiaramente dopo aver scollegato ogni facoltà razionale.
Per fortuna c’è ancora in attività qualche giornalista pronto a rettificare quelle che pietosamente si possono definire Balle Spaziali 2:
Ora d’aria
l’Unità, 7 giugno 2008
Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola “medievale”, poi dice che parlavo “a titolo personale” quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo. “Il Giornale” della ditta, che pare l’inserto umoristico di “Geppo” e “Tiramolla”, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le “canaglie razziste” le quali sostengono che Renato Brunetta è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che il Cainano è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura “alto come Prodi”, non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo).Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: “La verità su Mani Pulite: Scalfaro si piegò ai pm”. Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: “La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a Salvo Lima”. Oppure: “La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni”.
Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde “non gli furono mai contestati” perché da Presidente aveva “assecondato la Procura di Milano”. Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (Cossiga e Mancino).
Ma cogliamo fior da fiore dalla “verità” pomicina: “Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ‘riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito…”. Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da Borrelli per smentire la bugia di Amato, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. “Amato inviò Francesca Contri da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne”. Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, “il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito”. A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), nessuno fu mai arrestato per finanziamento illecito, perché la legge non lo consente: gli arresti erano per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via.
“La mattina di domenica 7 marzo ‘93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’eventuale promulgazione del decreto”. Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria, confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (decreto Conso, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ‘94 (decreto Biondi, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non “in diretta tv”: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono “sovrani”, i pm obbediranno alla legge “quale che sia”, ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla Di Pietro circondato dai colleghi Davigo, Colombo e Greco. Borrelli non c’è: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè Fini e Bossi costringono Berlusconi a ritirare la porcata).
Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate ”tutta la verità” e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: “Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato”. Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.
Per un’informazione completa sull’argomento, da leggere anche Balle Spaziali 1.
Tags: Berlusconi, DC, Mani pulite, Pomicino, Travaglio

















C’è un piccolo errore sistematico nel tuo sito
I nomi dei mesi si scrivono in minuscolo
Lo so, dipende dal fatto che il software è in inglese, col formato data “June 09 2008″, quindi con parola iniziale maiuscola. La traduzione è automatica tramite file ‘vocabolario’ e nel database è indicato il formato data italiano: il risultato di tutto è quello che si vede sotto il titolo dei post.
Prima o poi mi metterò a correggere anche queste cose, ma non avendo molto tempo, in questi giorni preferisco spenderlo per lavori più gratificanti: http://www.veronateatro.org