Il profeta e l’amicizia
A mio modo di vedere, Gibran Khalil Gibran creò i suoi versi più belli scrivendo dell’amicizia nel suo libro più famoso, “Il Profeta”.
Ne riporto alcuni frammenti. A leggerne la delicatissima prosa, la cui levità miracolosamente viene resa quasi interamente nelle traduzioni italiane che ho trovato, vien voglia di citare l’intera sua produzione. Chi vuole può senza difficoltà reperire le opere del poeta libanese, in rete ed in libreria. Io taccio, parla il profeta.
“Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.”****
“E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.”****
“Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.”
Khalil Gibran visse sia in Libano che negli Stati Uniti tra la fine dell’ottocento ed il primo trentennio del novecento. Scrisse per riviste e quotidiani sia in inglese che in arabo testi che mostrano l’intensa sensibilità poetica della cultura mediorientale.
Per chi non lo conoscesse e desiderasse colmare la lacuna, mi sento di consigliare, oltre a “Il Profeta” poema succitato, anche “Sabbia e Schiuma”, raccolta di aforismi, e “Le ali spezzate”, romanzo d’un amore perduto.













