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Più ignoranza per tutti: analfabetismo di Stato

Scritto da Aleks il 27 Giugno 2008.

Manovra economica: strage su ricerca, scuola ed università. Il governo scommette sull’ignoranza
Fonte: Federazione Lavoratori della Conoscenza

La lettura delle anticipazioni sulla manovra economica non lascia dubbi sul fatto che il conto delle spese decise dal nuovo Governo verrà pagato quasi totalmente dai settori della conoscenza.

Considerato che in Italia si spende già il 2% in meno del PIL rispetto agli altri Paesi europei e che, negli ultimi dieci anni, la spesa per ricerca, scuola ed università si è ridotta progressivamente in rapporto al totale della spesa pubblica è evidente che i risultati di queste decisioni disastrose saranno pagati dal Paese, dai lavoratori e dagli strati meno ricchi.

Le scelte sono pesantissime, fanno piazza pulita di ogni attestazione di impegno nei nostri settori e rendono esplicita la protervia di un governo che si arrende all’ignoranza e restaura un’idea di sapere riservato ai redditi più alti e a poche zone del Paese.

Nella ricerca si cancellano gli enti predisposti alla tutela dell’ambiente e si subordina la nuova struttura al Ministero dell’ambiente.

Nella scuola si spremono oltre 8 miliardi di tagli (compresi quelli contabilizzati per il 2012) con una riduzione di oltre 100.000 insegnanti e di oltre 43.000 lavoratori ATA. Per realizzare questa perversa scelta, alla devastazione della rete scolastica (ottenuta peggiorando le attuali regole per formare le classi e per determinare i posti dei lavoratori ATA) si aggiunge la devastazione degli ordinamenti - che per la prima volta nella storia del nostro Paese saranno più poveri di quelli precedenti. Si ipotizza, infatti, il ritorno al maestro unico nella scuola primaria e, nella secondaria, meno ore e meno materie per tutti, a partire dalle scuole tradizionalmente destinate ai ceti più popolari.

Si privatizza l’università mediante la trasformazione delle attuali istituzioni in fondazioni di diritto privato e si rallentano gli scatti automatici dei docenti.

I precari risultano colpiti in ogni comparto con buona pace di ogni impegno e di ogni legge.

Non fa cambiare il nostro giudizio pesantemente negativo il fatto che una misera parte di tagli pesantissimi potrebbe essere utilizzata per innalzare (forse) in futuro le retribuzioni di quanti sopravvivranno alla cura prevista con questa manovra.

Insomma, c’è poco da girarci intorno: la maschera di Robin Hood è durata poche ore, è stata sostituita ben presto dalla faccia feroce dello sceriffo di Nottingham.

Roma, 21 giugno 2008



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