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Napoli, la menzogna e lo stupro di una città nobile

Scritto da Aleks e il 22 Luglio 2008.

Nessuno ha messo in dubbio le menzogne governative. Nessun mezzo d’informazione ha parlato. Il coro ha titolato che l’emergenza è finita, chi ha osato indicare i cumuli di rifiuti per le strade è stato zittito con la forza.

Nulla deve metter in dubbio la parola del capo. Nemmeno la verità.

A Napoli nulla è cambiato. I carichi di rifiuti hanno continuato a lasciare la città, come facevano prima, verso le stesse regioni del nord che da anni usano la Campania come discarica. Nessuna emergenza è finita. Mentre il capo parlava al mondo, per strada la gente manifestava perplessità per quelle bugie. Per l’esattezza, avrebbe voluto manifestare per dire la verità. Ma in ogni regime antidemocratico che si rispetti non lo si può permettere.

Così, ancora una volta, Napoli è vittima di un sopruso. Questa volta lo stupratore si chiama Silvio Berlusconi.




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Commenti dei lettori

  1. Kociss |

    Vedi, il problema è che nessuno oggi fa più informazione vera (in TV). O ti metti a guardare un programma della Gabanelli - e ti fai un mazzo tanto, perchè sentire due ore di brutte notizie non diverte nessuno - oppure ti accontenti di slogan, proclami o polemiche. Sapessi quanto sono stufo di sentire termini come: allucinante, scandaloso, liberticida, orrore, vergogna, farneticante, provvedimento giusto, Roma ladrona…
    Sono uno spettatore: i tg del padrone mi dicono che a Napoli non ci sono più rifiuti, mentre il tg3 fa finta di niente e batte in ritirata, quasi a sottolineare la sconfitta del centrosinistra su questo tema. Eppure, sarebbe facile contestare (o almeno cercare di chiarire) il “miracolo” di Napoli. Basterebbero poche domande dirette, alle quali, però, dovrebbero essere date risposte altrettanto esaurienti.
    Dove è finita tutta questa monnezza?
    Perchè i tedeschi fanno soldi con i rifiuti napoletani e i napoletani non sanno fare altrettanto?
    I nuovi termovalorizzatori saranno pronti a funzionare quando le nuove discariche saranno piene?
    Ma, soprattutto, quando partirà la raccolta differenziata a Napoli?
    Se i napoletani non faranno la differenziata saranno disposti ad ammettere che il prossimo caos rifiuti sarà in massima parte imputabile al loro comportamento? (quest’ultima domanda è rivolta ai cittadini, specie quelli che hanno votato il signor B.).
    Ecco, io credo che questo sia il modo di incalzare un governo avvezzo alle veline stile ventennio.
    L’opposizione magari si vergognerà di quanto non è riuscita a fare prima sul tema dei rifiuti, ma questo non la esime dal criticare i metodi che il governo usa per risolvere il problema.
    A me, infatti, l’operazione “Napoli pulita” ricorda tanto la signora delle pulizie che nasconde la polvere sotto il tappeto.
    Se non si fa la differenziata, se non si privilegiano i rigassificatori ai termovalorizzatori, le conseguenze sono due: o si ripresenterà il problema, oppure il sottosuolo della Campania sarà riempito di veleni senza sosta, giusto per nascondere ai cittadini (spesso corrèi) la verità.
    E un giorno pagheremo tutto, pagheremo caro.



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