Home Contact Sitemap

AleksFalcone.Org

La visione del Falco

Info

Questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Io sono un Utente GNU/Linux Registrato (numero 466417). Tu cosa aspetti a registrarti?

Contenuti originali tutelati da una Licenza Creative Commons. Creative Commons License

 

Il gasolio, la prof ed i quaranta euro

Scritto da Aleks e il 29 Luglio 2008.

Sono circa le otto di sera. Io sto tornando a casa in automobile. C’è la spia gialla della riserva accesa, ed il computer di bordo mostra l’icona dell’automobilina e la pompa del rifornimento che lampeggia.
Più avanti c’è un distributore. Ci arrivo in pochi minuti.

A quest’ora è in funzione il sistema automatico che risucchia le banconote e poi ti dice che puoi rifornire. C’è un’auto rossa già ferma, e due persone che stanno risalendo a bordo. Una vecchia energica e recriminante che se la prende con un giovane con le orecchie basse e l’atteggiamento sottomesso. Sarà il figlio. Lei porta degli occhiali da professoressa senza pietà, di quelli legati al collo con una stringa di cuoio. Anche il naso affilato e la voce stridula si adattano al personaggio. Guardo per un attimo la vittima e gli rivolgo un ‘poveraccio’ col pensiero.

Vanno via mentre sto infilando la mia banconota nel succhiatore, rosso pure lui. I ventieuro spariscono, sento un bip, i venti euro riappaiono. Sono molto rari i succhiatori di bocca buona: quasi sempre al primo tentativo sputano la tua banconota facendoti sentire in colpa. Sembra che ti dicano che sei un morto di fame, che il tuo denaro non vale nulla…
Ci riprovo, stavolta non sputa.

Spingo il sei mentre osservo il piccolo schermo. Quaranta euro.
Quaranta?
Quaranta!

C’erano già prima quei venti in più? Non lo so. Ha conteggiato anche quelli sputati? Non lo so. Li avranno lasciati là per errore altri clienti? Mah, magari proprio la professoressa acida ed il suo bambino con la macchina rossa. Peccato non aver afferrato nemmeno una frase compiuta, ma soltanto spezzoni privi di senso (”Va qua”, “Ma no, mi ricordo che andava là”).

Per qualche secondo non so cosa fare, resto incerto davanti al succhiatore rosso. Poi mi decido e spingo il ‘6′, vado alla pompa e scelgo quella del gasolio speciale che costa di più e fa bene al motore. Arrivo ai quaranta euro di gasolio e non insisto più di tanto nello strizzare anche le ultime gocce.

Riparto, soddisfatto e con un vago accenno di senso di colpa.
E c’è chi dice che non sono fortunato…



Articoli correlati

Tags: , ,

Invia questo articolo ad un amico Versione stampabile Archiviato in cose curiose, diario
Se l'articolo ti è piaciuto, proponilo su


Commenti dei lettori

  1. Kociss |

    Ormai stai diventando acido come l’aceto.
    La vita è tesi e antitesi, eros e thanatos, apollineo e dionisiaco, per fortuna e putroppo.
    Nello stesso giorno mi son visto il gatto con una zampa amputata e il mio capo che mi offre la responsabilità di due uffici (8 persone) con un sensibile aumento di stipendio… e io che me ne andrò lo stesso (forse che sì, forse che no).
    Le sfighe arrivano centellinate o a fiumi, a seconda di quanto stabilito dal Grande Calcolatore. Le opportunità, anch’esse distribuite dal GC, sono più sfuggenti, subdole: nascoste dietro l’angolo, infilate in un distributore, camuffate da sfighe (ma esistono anche le sfighe camuffate da opportunità). Nella vita ha fortuna chi sa essere pescatore di opportunità.



Lascia un commento