Europa, Genova, diritti umani ed io che avevo ragione
Ed oggi che scrivo? Nulla.
Non mi va e non ho fatti curiosi da raccontare. Ci sarebbero diverse notizie interessanti da commentare, ma non mi va di fare lunghi discorsi.
Potrei limitarmi a segnalare che il Consiglio d’Europa mi da completamente ragione: il governo italiano in carica sta violando i diritti umani dei cittadini stranieri , comunitari e non, e dei cittadini italiani di etnia Rom e Sinti dimostrando atteggiamenti xenofobi e fomentando la violenza razziale.
Io l’ho scritto più volte, e non è una buona notizia sapere che ho ragione. Vuol dire che nel mio Paese esistono milioni di cretini che non l’hanno capito prima e non vogliono vedere adesso la realtà. Come definirli se non cretini?
Questo è il documento originale (in inglese).
Potrei invece citare un articolo del Guardian in cui si parla senza reticenze dei diritti civili violati dalla polizia italiana durante i fatti di Genova nel 2001. Le violenze ed i delitti in cui è stato coinvolto, con tutte le altre vittime, anche un giornalista inglese. Un giornalista che ha visto in prima persona le torture gratuite degli agenti, prima di finire in ospedale.
Qui la traduzione in italiano. Leggete ed inorridite.
Un giornalista che non dimentica la violenza squadrista ed immotivata delle autorità italiane, la cecità di un ministro che non ha visto nulla di strano, nemmeno il sangue sparso su pareti e pavimenti. Un ministro di un governo che aveva lo stesso presidente di oggi, con lo stesso sostegno di oggi da parte di un partito la cui discendenza diretta è il fascismo ed un altro la cui idea fissa è la discriminazione razzista.
Un giornalista inglese che può raccontare la verità proprio perché non italiano: da noi nessuno ha il coraggio di scrivere la verità pura e semplice. Da noi è di moda il cretino, con dita infilate negli occhi e nelle orecchie, che continua a blaterare difese per il suo pregiudicato di riferimento e per la corte di criminali comuni, corrotti e mafiosi che lo segue. Da noi è di moda il razzismo dei subumani leghisti, i cui pensieri sono indistinguibili dai suoni di un porcile.
Nulla di tutto questo voglio scrivere.
Scrivo soltanto che ieri mattina sono andato a riprendermi i soldi dal CapoBriz che ho trovato privato del suo sorriso disegnato, le orecchie ripiegate a sfiorare i talloni (strava seduto) e la coda triste. Tizio non c’era, ma ho conosciuto il terzo addetto dell’agenzia, un giovane tirapiedi a forma di topo lungo.
Ha preso la busta, estratto le banconote e contate. Mi sono accorto subito che non erano le stesse che gli avevo portato. Le mie erano undici da 50, una da 20 e sei da 10. Quelle di ieri erano dodici da 50 e cinque da 10. Però a queste piccolezze nemmeno ci faccio caso…
Mi ha passato il denaro ed io l’ho ricontato. Poi mi ha messo una ricevuta ed una penna davanti sussurrando la richiesta di una firma. Ho firmato.
- A posto?
- A posto.
Sono uscito salutando, ma facendo attenzione ad evitare ‘arrivederci’.
Tags: casa, diario, diritti umani, G8, Genova 2001, Politica, razzismo, UE
















Io non capisco gli italiani. Perlomeno il 60% di loro (di più al nord). Ministri italiani che danno del rompicoglioni a un esperto del lavoro ucciso dalle BR (Scajola a Biagi), che fanno il dito medio alla bandiera (Bossi al tricolore), responsabili del dicastero dell’Interno durante la mattanza di Genova 2001 (sempre Scajola), e nonostante tutto sono ancora, nuovamente, ministri…
Ma la gente li ha votati in massa: lasciamo perdere la questione delle liste bloccate alle ultime politiche. L’Europa richiama il governo, ma gli italiani rappresentati da esso non sono molto migliori. E chi li richiama questi?
Questo popolo ragiona ancora in termini di nord e sud, bianco e nero, raccomandato e non, frocio e “normale”.
Cosa vuoi… ci vuole tempo per cambiare la mentalità (e ci vorrebbe una scuola autonoma e di qualità). Non penso che saranno gli assurdi provvedimenti del Berlusconi III a peggiorare il malanimo degli italiani. Io credo che questo accanimento non farà altro che ritardare di qualche anno il processo verso la modernità e la tolleranza in questo paese.