L’assassinio censurato: morire in Italia
Venerdì sera, Trieste, tardo pomeriggio. Un giovane di 27 anni, padre da otto mesi, è stato travolto ed ucciso da un’automobile che non si ferma e nemmeno rallenta. Alla guida una donna di 71 anni che nonostante il parabrezza sfondato sostiene di non essersi accorta di nulla. L’ucciso era originario del Kossovo.
Se le parti fossero state invertite sarebbe stato dato ampio risalto all’incidente, con tanto di dichiarazioni razziste da parte del governo in carica. Forse si sarebbero organizzate nuove vergognose manifestazioni xenofobe per le strade. Sarebbe certamente iniziata una campagna mediatica sull’emergenza kossovara, come le indecenti capagne dei mesi scorsi contro romeni e nomadi.
Ma stavolta lo straniero è la vittima. Dunque non se ne deve parlare. Non si accorda con le direttive naziste del governo nazi-leghista. La cronaca non è politicamente corretta. Allora questo incidente si deve dimenticare.
Provate a cercare un articolo, anche solo due righe di agenzia. Il nulla.
Ne ho avuto notizia grazie a Luciano Comida. E grazie a due articoli del quotidiano ‘Il Piccolo’ di Trieste, pubblicati all’indomani del fatto e ieri. Un terzo articolo è apparso oggi, in cui si viene a sapere che l’assassina è recidiva.
Ogni volta che guardate o ascoltate un notiziario, ogni volta che leggete un giornale, ogni volta che si parla di qualche problema di attualità, spunta immancabile il caso dell’incidente o del fatto icrescioso con protagonista un cittadino straniero. Ovviamente nella parte del cattivo.
Sempre.
Si chiama mistificazione della realtà. Serve a far credere che ‘gli stranieri’, in quanto tali, siano pericolosi. Ma è falso. Non c’è alcuna differenza statistica significativa basata sulla nazionalità. Tranne una. Ubriachi e drogati al volante sono in maggioranza giovani e meno giovani italiani. Questa è la realtà, non quella che ti danno da bere in televisione.
Se sei straniero e vieni ucciso per strada, non è una notizia. Nessuno ne saprà nulla. Invece l’italiano che si schianta a centottanta all’ora ripieno di cocaina dopo aver fatto una strage, diventa una ‘vittima della strada’.
Proprio così, ogni volta che appare la notizia dell’incidente provocato da un immigrato, ti stanno ingannando non raccontando il massacro quotidiano.
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