Un nazista s’ammazza per strada, i fascisti piangono. Prosit*.
La notizia: Repubblica
Uno in meno.
Non è una frase di buon gusto, se riferita alla morte di un essere umano. Ma in questo caso parliamo di un nazista xenofobo. La negazione dell’evoluzione civile. La morte di un essere abbietto di questo genere è cosa buona e giusta per l’umanità intera. Non si può che considerarla una buona notizia.
Fortuna ha voluto che Haider si uccidesse da solo, senza coinvolgere persone innocenti. Su una strada con velocità limitata a 70 Km/h, questo criminale correva ad oltre 140 Km/h. Morire è stato soltanto il risultato del suo comportamento illegale. La Carinzia, l’Austria ed il mondo sono così liberati da un portatore del peggior cancro in circolazione, quello del razzismo.
Cancro che sta dilagando in Italia per mezzo di un governo d’ispirazione fascista e di politicanti meno civili ed evoluti di una locusta. Soprattutto nel nord-est indecenti espressioni di cordoglio sono subito partite dai più stupidi rappresentanti del Veneto, che pure ne ha generati molti.
Per il governatore Galan sarebbe stato in qualche modo ‘amico’ del Veneto. Ma non è in grado di spiegare il perché, visto che l’unico interesse del defunto è stata una guerra contro le minoranze nella sua regione, italiani compresi. D’altra parte sappiamo quanto le pecore del gregge berlusconiano seguano il loro caprone nella sua irrinunciabile mania di mentire senza pudore.
Non commento le parole dei leghisti: i nazisti parlano bene di altri nazisti. Le dichiarazioni del subumano Borghezio sono solo la conferma di un’idiozia diffusa tra i suoi simili.
Nel solco della tradizione revisionista della realtà sono stati gl’interventi per conto della estrema destra di governo che fa capo al presidente del consiglio. Riduce a ‘dichiarazioni di tanti anni fa’ il nazismo del morto.
La verità è molto più semplice: è morto un pericoloso nazista. Ho bevuto una birra per celebrare la bella notizia.
* Dal verbo latino ‘prosum, prodes, profui, prodesse’ (giovare): che sia di giovamento.
Tags: Galan, Haider, latino, leghisti, nazismo, Politica, xenofobia















Da buon germanofilo ho segutio con attenzione la vicenda della morte di Haider.
E’ morto un uomo: da cristiano credente mi auguro che quest’uomo abbietto abbia avuto il modo di pentirsi per le idee naziste che ha avuto in vita.
Spero che il buon Dio abbia pietà di lui.
PEr ilr esto, occorre osservare come l’ultradestra in austria abbia preso qualcosa come il 30% dei voti.
Niente di nuovo sotto il sole purtroppo. Quand’è che sono nati i movimenti fascisti e nazisti? Guarda caso dopo la crisi del 1929. Quella che stiamo vivendo oggi, appunto, è definita la peggiore crisi (finora solo finanziaria) dal 1929. La gente veve peggio e scarica le proprie frustrazioni sui più deboli. Quegli immigrati che scappano dalla fame e vengono a fare quei lavori che i vergognosi imprenditori locali non vogliono più pagare il giusto. Non è vero che gli italiani non vogliono più fare certi lavori. E’ vero invece che uno non vuol fare il cameriere, la badante, il contadino per 700 euro al mese. Molti imprenditori veneti che impiegano personale extracomuntario (magari anche in nero!) sono leghisti. Che dire: hanno la faccia come il culo, ma intanto - quando c’è crisi - la gente vota con i piedi.
Non fu la crisi del ‘29, ma quella di dieci anni prima ad essere cavalcata dalle dittature in Italia e Germania. Fascismo e nazismo hanno avuto origine dalla situazione e dal malcontento creatisi alla fine della grande guerra.
In Italia la politica entrò in una crisi profondissima. La marcia su Roma del ‘22 fu solo l’esito della crescente violenza squadrista. Inizialmente, e siamo nel 1919, sembravano casi isolati, aggressioni estemporanee di ragazzotti troppo ‘vivaci’, ma poi la sistematicità delle violenze contro gli oppositori politici rivelò un preciso disegno eversivo.
Ma almeno l’Italia la guerra l’aveva ‘pareggiata’ ai supplementari, dopo Caporetto.
Il dopoguerra in Germania - nazione sconfitta, con un pesantissimo debito di guerra da pagare - fu invece decisamente più drammatico.
La vita politica era stritolata tra due opposte tendenze estremiste di destra e di sinistra (la rivoluzione bolscevica era molto vicina).
Un primo colpo di stato di estrema destra si ebbe nel 1920 (Putsch di Kapp), ma uno sciopero generale bastò a far crollare il governo che ne era scaturito, provocando per reazione la nascita di una Armata Rossa di cinquantamila volontari nella regione della Ruhr, poi sciolta d’autorità.
Nel 1923 il governo dovette dichiararsi insolvente verso il debito di guerra. La conseguente occupazione della Ruhr da parte di Francia e Belgio, la crisi economica, gli scioperi, contribuirono ad un fenomeno iperinflazionistico spaventoso. Nel giro di pochi mesi il valore di un dollaro passò da circa 4 marchi ad oltre 4200 miliardi di marchi (!).
Il denaro valeva meno della carta igienica.
A questo punto si inserisce un tentativo di colpo di stato del partito nazionalsocialista guidato da Hitler. Avvenne a Monaco: passò alla storia come ‘Putsch della birreria’.
Fu fermato da un centinaio di poliziotti soltanto: erano tanti, ma organizzati malissimo. Oppure avevano fatto ‘il pieno’ in birreria.
Un periodo di stabilità resse fino al ‘29, grazie ad un governo dalle idee chiare. Nel 1929, alla morte del cancelliere, tornò l’instabilità, condita dal terrorismo squadrista dei nazisti di Hitler, che nel frattempo era stato scarcerato.
Lo stesso Hitler riconobbe poi in Mussolini un ‘maestro’, in effetti lo stesso metodo gli diede il governo nel ‘33 come unico uomo che avrebbe potuto fermare le violenze. Le chiavi del pollaio furono date al lupo.
Quindi la crisi del ‘29 non fu determinante per questi movimenti. Per il resto sono d’accordo.
Sì, ovviamente quando parlo di crisi del 1929 mi riferisco al culmine di uno sfacelo economico iniziato ancora nel decennio precedente.