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Nature contro Gelmini, la protesta dell’Italia e gli squadristi di Piazza Navona

Scritto da Aleks il 30 Ottobre 2008.

“It is a dark and angry time for scientists in Italy…”

Così inizia un editoriale di apertura sul numero appena pubblicato di Nature, la rivista scientifica più autorevole al mondo.
L’articolo ha come oggetto il tentativo del governo italiano di uccidere università e ricerca. Si parla dei tagli indiscriminati e dell’assoluta assenza di strategie per lo sviluppo del Paese. All’interno della rivista è presente un breve approfondimento dal quale si viene a sapere che la ministra Gelmini, interpellata in proposito, si è rifiutata di fornire alcuna risposta.

La comunità scientifica internazionale, che già conosce e deplora la situazione estremamente difficile dei ricercatori italiani, esprime così la grande preoccupazione per l’assurda decisione del governo di impedire del tutto la prosecuzione della loro attività.

Per settimane studenti, genitori, professori, ricercatori, presidi e rettori hanno chiesto al Governo di dialogare democraticamente sui pesanti tagli all’istruzione ed alla ricerca. In risposta sono arrivati insulti, irrisioni ed arroganza. Ieri è arrivata la legge contro la scuola.

Ma la verità è per la strada. Basta guardare.

Quattromila scuole elementari rischiano di chiudere. Le scuole superiori dovranno essere fortemente ridimensionate, eliminando il personale tecnico ed i laboratori. Decine di migliaia di insegnanti perderanno il lavoro. Il progetto pedagogico del tempo pieno potrà restare in piedi solo a spese di comuni e cittadini. Le Università dovranno abbandonare gran parte dei progetti di ricerca in corso. Quattro quinti dei ricercatori dovranno cercarsi un altro mestiere. I cosiddetti ‘baroni’ vedranno rafforzato il loro potere.

Tutto ciò non sfiora nemmeno le scuole private. Rileggete le parole di Piero Calamandrei che ho citato qualche giorno fa.

L’istruzione tornerà ad essere riservata ai figli dei ricchi. Gli altri saranno lasciati indietro. Razzismo sociale, ma senza dimenticare quello etnico: gli stranieri saranno emarginati per legge. Per aiutare a superare le difficoltà dei bambini che non parlano italiano, dicono loro. Dimenticano che il modo più sicuro di imparare una lingua è interloquire con chi la parla. La segregazione razziale non è la soluzione, è il problema.

Non siamo di fronte ad una riforma, come le televisioni continuano falsamente a sostenere: è solo l’applicazione di pesanti tagli all’istruzione. Non ci saranno licenziamenti, dicono. Ipocriti. I posti di 87.000 precari non saranno rinnovati, dopo anni, spesso decenni, di stipendi da fame. Carne da macello.

Al contrario di quanto i criminali che stanno governando sostengono, le lotte generalizzate contro queste misure rappresentano la saggezza ancora presente nel Paese. Gli studenti stanno difendendo il bene comune di ogni italiano. Con loro le famiglie ed i professori. Non i baroni, come la propaganda vuole far credere, ma i docenti a contratto ed i ricercatori prima di tutti. Tutte le forze ancora realmente vitali della nazione rischiano di essere stritolate da questo vero e proprio attacco alla democrazia ed al futuro dell’Italia.

Per finire, ieri hanno fatto la loro prima apparizione le squadre di fascisti, arrivati sui camion a Piazza Navona coprendo con musica ad alto volume i megafoni degli studenti. Si sono schierati in formazione militare ed hanno attaccato i manifestanti pacifici. La polizia non si è interposta. Ha caricato indistintamente studenti e squadristi solo quando gli scontri erano già in corso.

Su Nature hanno scritto: la Gelmini contribuirà a svuotare i nostri laboratori; come faremo senza i giovani ricercatori italiani su cui eravamo abituati a contare?

Approfondimenti:
http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455835b.html
http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/berlusconi-gelm.html
http://temi.repubblica.it/micromega-online/291008-la-gelmini-e-legge-tra-bugie-e-provocazioni/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/lincubo-gelmini-e-la-profezia-di-calamandrei/



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